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Conformità catastale: cos'è, a cosa serve e come si ottiene.

Uno dei documenti fondamentali da predisporre al momento della vendita è la cosiddetta "conformità catastale", ovvero una dichiarazione, redatta da un tecnico abilitato, che attesti la coerenza tra dati catastali, planimetrie, visure e stato di fatto dell'immobile.
Nel caso in cui questo documento manchi l'atto di compravendita è da ritenersi nullo, come previsto dall'art.29 della legge 52/85: "Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costruzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, devono contenere, per le unità immobiliari urbane, pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale. La predetta dichiarazione può essere sostituita da una attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale".
Per questo motivo il notaio non procede alla stipula dell'atto fino a quando i venditori (a proprie spese) non abbiamo effettuato l'adeguamento.